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Dopo la fine del contratto che li legava alla Emi, gli australiani Vines tornano con un nuovo album. “Melodia”, edito dalla connazionale Ivy League, segna il ritorno come produttore di Rob Schnapf, già con la band sui primi due lavori. Brani brevi e energia scaturita in maniera diretta e senza mezzi termini. Per chi ha avuto l’occasione di avere per le mani il loro primo album si accorgerà di una certa staticità sonora. Il tutto parte con le agitate “Get out” e “Manger”, “Autumn Shade 3″ riprende la saga delle ombre di autunno cominciata con due canzoni “A.S. 1″ e “A.S. 2″ rispettivamente sul primo e secondo album. Si tratta di ballate eleganti e tratti ‘tarchiatelle’, ma efficaci. “He’s a rocker” singolone che sicuramente avrà fatto mangiare le mani ai discografici della Capitol (e sì, perché quando si tratta di fare singoli pop-rock Nicholls tira fuori il meglio di sé!). “Orange amber” e ci sentiamo degli australiani che si sono persi sulle route degli immensi States! “Jamola” un pezzo che sembra un difetto di fabbricazione del cd. E poi si va fino alla fine del disco passando tra momenti lenti e momenti folli senza rimanere troppo impressionati. In sostanza: I Vines avevano bisogno di rimettersi in carreggiata dopo i problemi degli ultimi anni. Da quando, un paio di anni fa, fu diagnosticata a Crag Nicholls la sindrome di Asperg, la band non ha mai completato un tour decente, poiché il cantante doveva essere da un medico a farsi curare o fare una visita un giorno sì e l’altro pure. Così la Capitol ha pensato bene di scaricare i Vines nella loro ‘terra dei canguri’ a cavarsela da soli. Quindi questo disco deve essere considerato come un warm-up per poi (sperare di) realizzare album grandiosi nel prossimo futuro.
LINO MOGAVERO









