Indigena


Atto IV, the black night

Doppiopedale, tastiere, distorsore e look adeguato rigorosamente in nero. Questa è in estrema sintesi la descrizione di ciò che hanno visto quanti erano in via dafne qualche giorno fa.

Apre la serata il gruppo più atteso allo stesso tempo più imprevedibile della rassegna “Azrael’s Progeny”. In effetti la sorpresa c’è stata. Il deat gotic indigeno non ha tradito le aspettative anzi. I brani, tutti di propria composizione, eseguiti dai 6 componenti hanno avuto una marcia in più: la voce. Anche le orecchie meno abituate alle sonorità black metal hanno apprezzato l’esibizione. Ottima la prestazione dei Gabrieli.

I The Crash, alla loro terza partecipazione ad Indigena, non fanno diminuire certamente il valore dei decibel. Frontman del gruppo il solito Walter, artefice principale di una serie di band e progetti vari, posizionato alla chitarra questa volta, si esprime in tutta la sua energia. Un plauso certamente va a caddruozzi in grado di suonare per 3 ore filate poichè batterista di entrambi i gruppi.

Il pubblico commenterà alla fine che la musica era bella ma il volume era troppo forte. Cosa si aspettavano il karaoke.


2 Commenti finora
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ma ki fin fici u banner d’indigena?

Commento di Walter

boh… comunque alla fine di quella serata ero stanco ma soddisfatto. Dici bene,per quanto riguarda gli “Azrael’s Progeny” abbiamo ricevuto pareri positivi anche da persone estranee totalmente al genere. Beh poi grazie dei complimenti per la mia resistenza,”ma a castelbuono un ci su suli i scecchi!!! ma anche muli e cinghiali com a mia!!!” ahahahhaha apparte gli scherzi mi sono divertito alla grande!!!!

Commento di Peppe(The Crash)




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