Indigena


Di album di momenti di concerti

Indigena, come scritto diverse volte, vuole favorire la contaminazione musicale tra i suoi partecipanti.  A questo proposito abbiamo deciso di avventurarci in questa nuova idea. Ricordare di album di concerti di periodi della nostra vita il cui sfondo è rappresentato dalla musica. Iniziamo noi chiaramente; la questione non è scrivere di musica o fare critica musicale, non nè siamo all’altezza e non è questo sopratutto il nostro intento. Vogliamo raccontare quanto un album un concerto un momento o periodo che sia, ci ha dato qualcosa. Legare un brano un momento un concerto ad un ricordo è meglio di una foto. Vediamo.

Molti dei lettori ricorderanno una celebre cresta viola e verde che Antonio L. aveva in testa. Ebbene sì nulla in quel periodo fu lasciato al caso. L’ordine fu implicito nel modo di provare, di vivere i preparativi al concerto di pronunciare le parole dei testi. Essere i Sex Pistols. La fomazione sul palco era spudoratamente insolita.  Antonio aveva in mano la sue bacchette, Lino al basso, Ale e Ciccio alla chitarra io alla voce. Le prove di 5 miseri pezzi durarono circa 3 mesi durante i quali oltre a suonarli alla Manna Prove quei pezzi li ascoltai e credo che li ascoltarono anche gli altri ogni giorno. Non era un una costrizione ma veniva naturale si doveva somigliare ai sex pistols. Ascolta e ascolta pezzi come “Anarchy in the UK”, “God Save the queen”, “Holidays in the sun”, “No feelings”, “Bodies”  per almeno tre mesi di fila e riconosci pure il fiato durante la pausa del cantato. Nevermind the Bollocks è un album che può causare degenerazioni. La serata era la mitica festa del Licdeeo di 6 anni fa il tema erano gli anni 70 e chi più di noi organizzati in quel modo e preparati a dovere poteva esibirsi meglio ( per eventuali commenti rigorosamente a favore chiere a Roberto l’amico di Lino).

Questo pezzo lo abbiamo suonato (a terra) ma lo abbiamo suonato.

Per info sul gruppo, per ascoltare canzoni o per vedere alcuni video clicca qui


7 Commenti finora
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Non oso nemmeno pensare Antonio L. cresta verde

Commento di VagabondoEbbro

la mia prima festa del liceo! il primo assaggio al punk…
Ricordo benissimo la cresta di antonio, e poi da sotto il palco si sentiva un odore per me nuovo….
più in là l’ho ricollegato al wiskey!

Commento di Ivano

Madonna mia! io di quella sera ricordo di aver rotto 3 jack per 5 canzoni…per il resto mi rimangono solo poche immagini!!! =) ah!!!! mi ricordo anche il padre di Marco Grisanti che mi gridava da sotto il palco perchè stavo in piedi sopra l’amplificatore di suo figlio!! Che Flash!!

Commento di Lino

ahahaha quoto ivano Antonio L. con la CRESTA VERDE.

Commento di Peppe(The Crash)

OOOOEPSS pardon.. quoto il Dorian.

Commento di Peppe(The Crash)

La frase di esordio fu cresta o non cresta l’importante che sia bestia.
Si apre il sipario e furono “argiate” ferme per chi aveva gli strumenti in mano. Antonio L. insegna.

Commento di liveindigena

ahahhah Rock’On !!!!!!!

Commento di Peppe(The Crash)




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